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pagina aggiornata il 7-11-06

Un viaggio fra i giovani visitatori del salone Campus Orienta a Bari
Università, è fuga dalla Puglia
Anche da Corato i ragazzi si spostano in altre regioni (in fondo all'articolo una breve intervista ad una nostra concittadina)


di Titti Tummino da http://espresso.repubblica.it/

I liceali: "Difficile fidarsi, ci sono stati troppi scandali" Che fare una volta conseguito il diploma? Quale facoltà scegliere e come orientarsi nel variegato mondo delle Università? A cercare di fare da guida agli studenti, la XII edizione di CampusOrienta, la più grande manifestazione di orientamento universitario e formativo del Mezzogiorno da ieri a mercoledì alla Fiera del Levante. Intanto qualche dato. Trentadue le Università "in vetrina" nei padiglioni 115 e 116; 60mila gli studenti attesi nell´arco dei tre giorni provenienti, secondo le iscrizioni, anche da Molise, Calabria e Basilicata, oltre alle migliaia in arrivo da tutta la Puglia.
Il Salone dello studente, organizzato dal mensile "Campus" e aperto dalle 9,30 alle 16,30 a ingresso libero, offre la possibilità di far "dialogare" atenei ed enti formativi provenienti da tutta Italia, con studenti del quarto e quinto anno delle superiori. Un servizio già collaudato in altre città, da Roma a Milano, da Firenze a Pescara, da Brindisi a Gorizia e Palermo. «Ma l´attenzione che riscontriamo ogni anno a Bari - dice Giampaolo Cerri, vice direttore di "Campus" e coordinatore delle manifestazioni nazionali - è davvero unica. Secondo il nostro osservatorio, gli studenti pugliesi sono particolarmente attenti e presenti, seguono tutte le lezioni e le conferenze delle giornate, vogliono insomma giocarsi tutte le chance per il loro futuro. Insieme a quello di Roma, il Salone di Bari è certamente quello più popolato, ma solo qui accade che si litighi per avere un posto nella sala conferenze».
Fra i cinquanta "espositori" in Fiera, l´Università di Bari, il Politecnico e la Lum che, come partner dell´evento, organizzano nella tre giorni le lezioni di orientamento (36 ore complessive), nelle due sale da duecento posti ricavate nei padiglioni (il programma sul sito www.campus.it). Insieme a loro, docenti e addetti all´orientamento dei più importanti atenei italiani: la Cattolica e la Iulm di Milano, le Università di Bologna, Bolzano, Castellanza, Cosenza, Genova, Lucca, Napoli II, Macerata, Padova, Pavia, Urbino, Pisa (Statale e S. Anna), Perugia (Statale e per Stranieri), Roma (Luiss, Lumsa e Europea). Folto anche lo schieramento degli atenei privati della moda e del design come lo Ied, la Naba, l´Accademia di comunicazione e l´Accademia del Lusso di Milano, lo Iaad di Torino, l´Università europea del design di Pescara. Non manca la rappresentanza italiana della Commissione europea dove la fanno da padrone i temi della cittadinanza e le varie azioni di mobilità che interessano i giovani (i progetti Socrates, Erasmus). Quanto al tema del lavoro, punti di riferimento sono gli stand della Regione Puglia (Rete Punto Impresa), della Provincia di Brindisi, del Coni Servizi che informa sulle professioni in ambito sportivo, e dell´Esercito che illustra i suoi programmi di arruolamento. Molti anche i giovani interessati al motorhome dell´Aci, dove esperti e tecnici offrono consigli in tema di sicurezza stradale.
Grande curiosità, insomma, ma anche idee abbastanza chiare fra gli studenti in giro per gli stand. In generale vanno forte le facoltà scientifiche: Economia innanzitutto ma senza il "mito" della Bocconi, poi Medicina; bene anche Architettura e Ingegneria, dove il Politecnico barese riscuote interesse. Al contrario dell´Università cittadina, ritenuta valida per la formazione, ma bocciata quanto a serietà. Denominatore comune ai vari orientamenti è comunque la speranza e il desiderio di andare a studiare fuori, in particolare a Milano, Roma e Bologna, pur avendo ben presenti tutte le problematiche connesse ai "fuori sede". E se quasi tutti sperano - una volta conseguita la laurea - di trovare lavoro nella città dove si è studiato, in pochi vedono un ritorno a casa se non in particolari circostanze come, ad esempio, guidare l´azienda di famiglia.
Se le facoltà sognate sono spesso classiche, non mancano le sorprese, gli orientamenti originali. Sara Castrignanò, studentessa all´ultimo anno dell´Itc di Martano, spera di frequentare l´Accademia del lusso di Milano - sede, manco a dirlo, in via Montenapoleone - dove si studia design e moda. «Il mio futuro? Lo sogno lì, come consulente di immagine». Giò Clemente, terzo liceo classico di Matera, ha già deciso: «L´anno prossimo di questi tempi sarò a Padova. Conto di iscrivermi a Terapia della neuro e psicomobilità dell´età evolutiva. E di lavorare fuori. Il mio sogno - aggiunge - era di fare Psichiatria, ma ho paura di non reggere il corso di studi di dieci anni. A Bari, comunque, non studierei, anche perché qui non ci sono le facoltà che mi interessano «Gli fa eco l´amico e compagno di liceo Francesco Loperfido: «Anche io non studierei mai a Bari, forse sono stato influenzato dai miei cugini secondo i quali qui non si ha una buona formazione. Vorrei fare Economia e poi magari ritornare a Matera per prendere le redini dell´azienda familiare».
E se Maria Cristina Cornacchia, ultimo anno dello Scientifico di Castellaneta, si vede già a Perugia a studiare Giurisprudenza, Maria Scarnera, studentessa del Classico di Corato, pensa di iscriversi all´Università europea di Roma per frequentare Scienze storiche. «Comunque - dice - non studierei a Bari: l´Università mi sembra valida sotto il profilo della formazione, ma sappiamo bene quanti scandali ci sono stati». E proprio lo stand dell´Università europea capitolina è fra i più frequentati. «Da noi - spiega Valerio Paolini dell´Ufficio orientamento - si formano persone e si preparano professionisti; massimo ottanta gli studenti per ogni anno col vantaggio di essere molto ben seguiti dai docenti. Scienze storiche, in particolare, ha due indirizzi, storico-politico e storico-religioso, con sbocchi specialistici interessanti, dal giornalismo storico alla sceneggiatura di cinema e teatro, fino ai percorsi virtuali utilizzati dai palmari».(07 novembre 2006)Torna indietro

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