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Elena Gentile scrive ai sindaci
"I soldi per i servizi sociali non siano usati per gli spettacoli"
Denuncia dell'assessore alla solidarietà: "Le politiche sociali non sono marginali"


di Antonio Scotti da barilive.it

“I tempi con i quali i cittadini si accorgeranno che qualcosa è cambiato in Puglia, dipendono molto dalla capacità della Regione di produrre scelte più coerenti con i loro bisogni e regole di attuazione più semplici, ma soprattutto dipendono dalla capacità dei Comuni di mettere al centro delle proprie azioni di governo le politiche sociali, non più marginali né residuali”.
Così Elena Gentile, assessore regionale alla solidarietà, in una lettera inviata via fax ai Comuni pugliesi. Oggetto della missiva la preoccupazione per la tendenza di alcuni realtà municipali ad attingere ai capitoli dei propri bilanci per le spese sociali. L’obiettivo? Trovare la copertura per altre spese ossia quelle necessarie per finanziare i cartelloni degli eventi estivi.
La reazione dell’assessore è precisa: “Non è possibile accedere alle risorse sociali per queste iniziative, pur utili e doverose, perché in questo modo alcuni Comuni aggirano il patto di stabilità, che imporrebbe loro maggiore sobrietà in alcune tipologie di spese, come appunto quelle per eventi culturali/spettacolari, ma soprattutto perchè negano ai cittadini più deboli, ai bambini, agli anziani soli, ai disabili, di avere accesso a ben altri interventi e servizi”.
Lo scorso anno l’assessore Gentile aveva richiamato tutti i sindaci pugliesi a predisporre programmi specifici per prevenire i danni alla salute e i rischi di esclusione e di solitudine in cui anziani e disabili incorrono nei mesi estivi. Tra gli obiettivi si parlava di metter su servizi avveniristici come la teleassistenza e il telesoccorso. Ma anche incentivi economici per l’acquisto di condizionatori, organizzazione di servizi di animazione in centri comunitari diurni, gite e occasioni di svago per anziani, potenziamento delle attività di presidio sanitario e apertura di nuove sedi. In alcuni comuni, di questi servizi non c’è traccia in quanto, secondo la segnalazione di Elena Gentile, i capitoli di spesa assegnati a queste attività sono stati transitati ad altri obiettivi legati alla promozione culturale.
Insomma, la strada per l’attuazione della nuova legge sui servizi sociali parte in salita. Come al solito occorre metter mano alla cattive abitudini per ridisegnarne altre migliori. Il monitoraggio dei Piani di Zona, che attivano i servizi sociali nei territori, non ha mancato di riservare sorprese e forse occorrerà partire da qui per pensare di poter recuperare la fiducia dei più deboli.

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