Più di centomila
euro per Corato.
In Puglia assegno per le famiglie che
si fanno carico dell'assistenza di una persona non autosufficiente
Entro dicembre i soldi per gli interventi - tutti provenienti
da risorse regionali - saranno a disposizione dei Comuni che potranno immediatamente
fare i bandi
di DS Corato e Gazzetta del Mezzogiorno
E' di questi giorni la publicazione sulla Gazzetta
Ufficiale della ripartizione dei dieci milioni di euro erogati
dalla Regione Puglia per aiutare le famiglie che si
fanno carico dell'assistenza di una persona non autosufficiente.
In funzione di comune capofila, a Corato arriveranno anche le somme che
verranno girate ai comuni di Ruvo e Terlizzi.
Ai cittadini coratini sono destinati circa 108.000 euro che saranno ripartiti
secondo la graduatoria che sarà stilata dai Servizi Sociali. Invitiamo
il Comune di Corato a seguire con snellezza e precisione l'iter per giungere
nella maniera più trasparente possibile all'assegnazione dei fondi.
L'efficienza dell'assessorato regionale alla solidarietà, egregiamente
rappresentato da Elena Gentile (DS), sta facendo della Puglia un'avanguardia
nazionale nel campo dell'assistenza. Presto l'erogazione di un aiuto per
le famiglie con figli fino a tre anni, una "dote" che ha ben
altre ambizioni dei mille euro sparsi a pioggia dai precedenti governi.
Segue un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno
BARI - «La prima dote per i nuovi nati» e l’ «assegno
di cura per le persone non autosufficienti»: sono le due iniziative
nel campo dei servizi sociali varate in via sperimentale in Puglia dalla
giunta regionale di centrosinistra guidata da Nichi Vendola. Entro dicembre
i soldi per gli interventi - tutti provenienti da risorse regionali -
saranno a disposizione dei Comuni che potranno immediatamente fare i bandi.
Presentando oggi ai giornalisti i due provvedimenti insieme con l’assessore
ai servizi sociali, Elena Gentile (Ds), il presidente dell’esecutivo
pugliese ha spiegato: «Siamo dinanzi ad una risposta concreta rispetto
a chi costruisce crociate ideologiche sulla famiglia. Il nostro è
un voler accogliere la vita». Entrambi i provvedimenti danno attuazione
alla legge regionale sulla riforma del welfare approvata qualche mese
fa dalla Regione. Lo strumento della prima dote è il primo del
genere varato da una Regione. Il finanziamento complessivo disponibile
per il primo anno è di 5 milioni di euro: 200 euro mensili (2.400
euro annuali) a disposizione di oltre 2.000 nuclei familiari, in prevalenza
giovani coppie, che, se hanno bambini fino a tre anni di età, potranno
ricevere la prima dote. Questa verrà riconosciuta prioritariamente
ai nuclei più bisognosi.
«Si tratta di un modo significativamente diverso - ha detto Gentile
- di sostenere la maternità e le giovani coppie rispetto alla pratica
che si era diffusa negli ultimi tre anni di governo Berlusconi a livello
nazionale e negli ultimi due anni di governo Fitto (Fi) a livello regionale,
quando una quantità impressionante di risorse è stata utilizzata
per dare a tutte le famiglie un contributo una tantum di 1.000 euro, che
non possiamo non leggere come la monetizzazione della rinuncia a diritti
sociali insostituibili per la vita dignitosa delle famiglie pugliesi».
La somma disponibile per il primo anno è legata alla esigenza di
sperimentare correttamente il funzionamento di questo strumento, in attesa
anche di capire come saranno utilizzate le risorse che la Finanziaria
nazionale sta destinando ai servizi per la prima infanzia (circa 350 milioni
di euro). L’ intervento della prima dote viaggia, tra l’altro,
in stretta connessione con l’attuazione di progetti previsti dai
Comuni per la realizzazione di nuovi asili nell’ambito di un piano
straordinario per la prima infanzia che la Regione Puglia sta per finanziare
con tre milioni di euro.
La Regione, inoltre, sta per bandire altri 16 milioni di euro per progetti
pubblici e privati di realizzazione di nuove strutture per la prima infanzia,
interventi che saranno messi a regime nell’ambito del Documento
strategico regionale 2007-2013 con le risorse dei fondi strutturali destinati
proprio ad un programma di interventi molto ampio e articolato sulla conciliazione
dei tempi di vita e di lavoro. Presto - ha annunciato Gentile - saranno
realizzati in Puglia i primi nidi aziendali: uno all’ interno della
Seap, l’ azienda che gestisce gli aeroporti di Puglia, e l’
altro in un’ azienda di Candela (Foggia), del gruppo Cicolella,
dove, a regime, lavoreranno circa 300 donne.
Ammonta a 10milioni di euro invece la somma a disposizione per l’assegno
di cura per le persone non autosufficienti, risorse che in questi giorni
vengono trasferite ai Comuni che devono utilizzare lo strumento in modo
integrato con gli interventi previsti nei piani sociali di zona. L’assegno
avrà un ammontare massimo di 500 euro mensili (6.000 euro annuali)
e verrà utilizzato per sostenere il carico di lavoro di cura sostenuto
dalle famiglie al cui interno è presente una persona non autosufficiente,
anziana o disabile, e per le spese aggiuntive connesse all’ acquisto
di servizi specifici, oppure da anziani e disabili che vivono soli. Saranno
- si calcola - 1.700 i nuclei familiari che in Puglia potranno ricevere
l’ assegno.
«E’ molto significativo che in un quadro di ristrettezze finanziarie
- ha detto Vendola - la Regione decida di implementare in un modo significativo
gli interventi per la rete dei servizi sociali e lo fa non in un’
ottica restauratrice ma riformatrice, con percorsi assolutamente innovativi».
«La Puglia - ha concluso Gentile - si conferma come un vero e proprio
laboratorio a livello nazionale nel campo dei servizi sociali».
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