Piano Strategico tra Comune di Bari, Provincia di Bari
e trenta comuni
Ed Emiliano riconquista Divella
di Antonella Ardito
da barilive.it
Nella Sala Consiliare del Comune di Bari il primo incontro-confronto sul
Piano Strategico
Immagine: © Antonella Ardito
Terra di Bari come Barcellona, Glasgow ma anche Verona e Firenze: lo sviluppo
e la crescita economica e sociale di un intero territorio e non del solo
comune capoluogo passano attraverso il Piano Strategico, lo strumento
per unire gli sforzi di trenta comuni e della Provincia di Bari, sotto
la stretta del Sindaco Emiliano, animatore nel senso profondo del termine
di quella che vuole essere una rivoluzione pacifica del modo di intendere
la concertazione tra enti locali.
Quello di ieri in Sala Consiliare è stato, a detta dello stesso
Emiliano “il primo consiglio metropolitano della Terra di Bari”dove
di fronte ai 29 sindaci e delegati che parteciperanno alla redazione del
Piano Strategico si è consumata la pace tra lui e il Presidente
della Provincia Vincenzo Divella: la polemica di vecchia data era sul
ruolo della Provincia nella redazione del piano, fissata come invitato
permanente, “che è la stessa definizione data alla regione,
perché Presidente regionale e provinciale hanno lo stesso rango
all’interno di questa struttura” ha evidenziato Emiliano,
chiudendo definitivamente le schermaglie mediatiche con Divella.
Insieme porteranno Bari e una vasta area che va dai comuni di Ruvo, Terlizzi,
Corato e Molfetta fino a Conversano (comune che si è aggiunto in
extremis al Piano ndr) e Turi verso lo sviluppo di progetti integrati
da presentare alla Regione, al Governo e all’Unione Europea in grado
di garantire il sostegno economico.
“Si mettono insieme i programmi di governo per costruirne uno unico
e si ricostruisce una forza politica che deriva dalle energie del territorio,
una relazione diretta tra chi vive e opera nelle città e nelle
campagne e che vuole competere anche all’estero” ha evidenziato
Emiliano che ha chiarito anche il perché dell’uso della programmazione
attraverso il Piano.
“Tutto ciò che nel vecchio Por era stato organizzato dalle
singole città e dalla Provincia chiedendo finanziamenti alla Regione
adesso viene trasformato in decine di progetti di fattibilità tutti
coordinati tra loro e portati all’attenzione della Regione con la
forza congiunta di tutti i comuni e della provincia di Bari. Significa
che la probabilità di vedere finanziate opere pubbliche o iniziative
culturali sono più elevate e la Regione potrà spendere i
Fondi Europei (i Fondi Strutturali Europei della stagione 2007-2013 ndr)
in maniera più efficiente e mirata. Successivamente il Piano Strategico
servirà anche a far vivere le nostre comunità dopo l’utilizzo
dei fondi.”
Dell’utilizzo dei fondi sarà garante l’Assessore regionale
al Bilancio e Programmazione Francesco Saponaro, intervenuto alla presentazione
della Bozza del Protocollo di Intesa, lodando la presa di coscienza dei
comuni di non andare all’assemblaggio di progetti ma ad una discussione
ragionata che tenga conto dell’impatto strategico.
A Torino grazie al Piano Strategico (datato anno 2000) si sono organizzate
le Olimpiadi Invernali, a Bilbao si è iniziato nel 1989 a ragionare
in modo congiunto per costruire il Guggheneim Museum e elaborare 180 azioni
di sviluppo territoriale.
Bari parte adesso per realizzare tra Murgia e Mare quel progresso targato
Europa che stenta a decollare: pianificare significa anche rischiare di
vedere realizzati i progetti sotto altri colori politici.
E’ un rischio che Bari deve correre per provare finalmente a crescere.
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