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Io
non sono libero. di l'Unità La morte di Luca Coscioni
ci ha sorpreso in un momento di mera campagna elettorale. La sua lotta
per la vita, per la ricerca scientifica, la sua politica per gli altri
non saranno dimenticate facilmente. Ciao Luca Io non sono libero Sono affetto da 10 anni e mezzo da sclerosi laterale amiotrofica, malattia
che lascia intatte le facoltà dell'intelletto e distrugge tutto
il resto. Perché, ancora nel nostro Paese, le persone disabili non possono con una coscienza di libertà propria, essere soggetti attivi nel processo sia di scelta che di consumo di servizi e strutture libere per tutti gli altri individui? Parlo intenzionalmente di disabilità e non "di abilità diverse", proprio perché, sebbene la situazione sia migliore che in passato, la cultura socio-politica italiana nei confronti della disabilità, è ancor piena di pregiudizi, dove i rapporti civili e sociali, il rispetto della dignità umana, le libertà individuali non sono affatto garantiti. È un problema dunque di libertà degli individui che va di pari passo con la responsabilità , perché in un Paese democratico non può esserci libertà senza responsabilità. Sì perché è proprio la democrazia, nel nostro Paese, ad essere messa in discussione, dove l'acquisizione del sapere, la ricerca, risorsa inesauribile per la sopravvivenza dell'umanità, come luogo di discussione e di libertà su temi che riguardano direttamente la vita, la morte, la salute, la qualità della vita degli individui, è negata ad essa. Non può esserci dunque il superamento di nessuna barriera, ideologica, geografica, economica, razziale, politica, se non consideriamo le barriere invisibili per chi non le soffre, elementi fondamentali della libertà personale. E quando non si superano, si parla di violenza e di crimine contro l'uomo. Buon lavoro, ho concluso.
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