Sindaco, pluriassessore,
imprenditore in un ramo di un suo assessorato.
IL CONFLITTO D’INTERESSI A CORATO
E torna lo spettro dell'edilizia selvaggia
di DS Corato
Sin dall’
insediamento dell’attuale Amministrazione, da più parti si
evidenziò la possibilità che a seguito del suo successo
il Sindaco Perrone potesse condizionare le scelte politiche e non dei
partiti alleati.
Quella che poteva sembrare solo un’ipotesi si è rivelata
una realtà dal momento che il Sindaco non solo ha assunto quelle
deleghe assessorili, Urbanistica e Cultura, che conferiscono maggiore
visibilità, ma di fatto sta oscurando “ con la sua forte
personalità “ l’operato di tutti gli assessori fino
al punto di licenziarne qualcuno.
A tale proposito va ricordato che dopo il licenziamento senza giusta causa
dell’assessore Tarricone, il Sindaco non si è preoccupato
di sostituirlo, ignorando l’art. 28 dello Statuto Comunale che stabilisce
l’immodificabilità del numero degli assessori per l’intero
mandato sindacale. Nessuna forza politica di maggioranza né alcun
assessore ha eccepito ma tutti hanno accettato la giustificazione del
Sindaco - il numero degli assessori è sempre otto ma per il momento
sono sette - con questa teoria il Sindaco potrebbe revocare anche altri
assessori e governare provvisoriamente da solo in attesa di fare le dovute
sostituzioni.
La conseguenza di tutto ciò è che a Corato ormai si parla
solo e soltanto del Sindaco, solo gli addetti ai lavori
conoscono i nomi degli assessori e qualunque realizzazione o attività
del Comune viene attribuita al Sindaco che oltretutto controlla i mezzi
d’informazione locali. Inoltre, per la gestione delle attività
culturali, nel bilancio comunale, stranamente non ci sono più limiti
e antiche pratiche edilizie impossibili improvvisamente sono divenute
possibili, senza dimenticare che è allo studio la variante generale
al piano regolatore.
Dopo circa un decennio il cemento è tornato ad essere gestito da
quei personaggi che in passato hanno consentito una edificazione “selvaggia”.
Personaggi che oggi, bontà loro, riconoscono di aver favorito la
speculazione e addirittura si ergono a moralizzatori pur operando in una
situazione al limite del conflitto d’interessi.
Infatti tutti conoscono l’attività prevalente del Sindaco
e non credo che ci sia qualcuno che possa negare lo stretto legame tra
impianti termo-idraulici e progettazione di palazzi. D'altronde anche
l’art. 29 dello Statuto Comunale stabilisce l’ incompatibilità
tra la carica di assessore all’urbanistica e lo svolgimento di attività
professionali in materia di edilizia: ma di questo nessuno parla perché
a Corato è in voga il detto vivi e lascia vivere.
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