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Grano contaminato. Il Sindaco e la Giunta intervengano e facciano chiarezza.
dopo l'intervento in Consiglio Comunale rimasto senza risposta, il partito della Rifondazione Comunista invita pubblicamente la Giunta ad occuparsi del caso


di Rifondazione COmunista - Corato

Nei giorni scorsi si sono rincorse notizie e lanci informativi sulla stampa locale che, se dovessero essere confermati, getterebbero un’inquietante ombra innanzitutto sulla salute dei nostri concittadini.

Sembra infatti che dalle rilevazioni e dalle analisi effettuate sul grano estero fermato nel porto di Bari, a seguito del noto sequestro cautelativo operato dalla magistratura nel settembre scorso, sia emersa la presenza di una tossina estremamente pericolosa per l’organismo umano: l’ocratossina. Tale agente, che si concentra tipicamente in questo genere di prodotti vegetali, pare fosse presente in proporzioni tre volte maggiori a quelle consentite e sopportabili per il corpo umano. I danni provocati da questa tossina in caso di assunzione sono gravi e molteplici, da quelli cancerogeni, a quelli nefrotossici, a quelli neurotossici. E, nonostante il sequestro cautelativo, sembra che questo grano contaminato sia stato consegnato alle aziende di trasformazione delle province di Bari e Foggia che hanno proceduto alla lavorazione e alla distribuzione di farinacei al dettaglio e ai pastifici. Il rischio che un prodotto così dannoso possa essere entrato nella catena alimentare è, quindi, molto elevato, oltre ad essere condiviso dall’Autorità giudiziaria che pare stia provvedendo ad ulteriori sequestri e controlli sui cibi derivati dalla lavorazione della farina. Apprendiamo che le aziende, che irresponsabilmente avrebbero proceduto all’utilizzo del grano posto sotto sequestro e che hanno ricevuto nelle scorse giornate avvisi di garanzia al riguardo, sono tutte aziende locali e tra queste c’è anche un’azienda coratina.

Appare chiaro, quindi, come questa vicenda sia di portata potenzialmente esplosiva per la nostra comunità. Infatti, se pure dovesse accertarsi l’assoluta liceità dei comportamenti dei molini locali, riusciamo a immaginare quale danno economico ne deriverebbe per i prodotti di punta della nostra economia e per la loro immagine di salubrità e genuinità? Peraltro, a prescindere dalla tossicità dell’alimento, pare che la qualità del grano proveniente dal Canada fosse classificata come “5”, ovvero di pessima specie, neanche adatta al consumo zootecnico.

Per tutti questi motivi, insieme di salute pubblica ed economici, nell’ultima seduta del Consiglio Comunale abbiamo chiesto alla maggiore autorità sanitaria cittadina, il Sindaco, quali azioni intendesse assumere per limitare i danni che questa vicenda rischia di arrecare alla nostra comunità.

Non solo non è pervenuta alcuna risposta da parte della giunta, ma nei giorni trascorsi pare che nessuno si sia curato di seguire la vicenda, scomparsa anche dalle pagine dei quotidiani locali.

Pertanto rinnoviamo la nostra richiesta di intervento ad una giunta che, impegnata nei rituali e costosi festeggiamenti di piazza, dimentica le sue responsabilità istituzionali a difesa della salute e dell’economia dei propri concittadini.

Chiediamo, quindi, al Sindaco:

1. Quali informazioni abbia riguardo a questa vicenda.

2. Quali iniziative intenda intraprendere presso le superiori autorità sanitarie per spingerle ad attivare controlli sugli alimenti interessati dal pericolo di contaminazione.

3. Come intenda seguire la vicenda e conseguentemente informare la cittadinanza e il Consiglio Comunale degli sviluppi ulteriori.

4. Se non ritiene opportuno aprire una discussione nelle sedi istituzionalmente deputate (Consiglio Comunale, Consulta per lo Sviluppo Economico, Conferenza di servizio con le parti interessate, aziende di trasformazione, sindacati dei lavoratori, coltivatori, ecc.) che chiarisca i termini dell’impiego del grano importato e le implicazioni sul sistema produttivo-agricolo locale.

Riteniamo che sia dovere degli organi di governo della città prestare un’attenta sorveglianza sulla popolazione coratina, gravemente minacciata dal comportamento grave e scorretto di alcuni imprenditori senza scrupoli.

La segreteria del circolo “A.Gramsci”

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