Qui il tuo logo. Se sei interessato a farti pubblicità contattaci
inviaci una email
[Torna all'homepage]                  [Stampa questo articolo]                  [Invia ad un amico]
Pagina aggiornata il:  22-10-06

Recrudescenza di microcriminalità e baby gang
Sicurezza, legalità e giovani : quali politiche?
Piano Sociale di Zona, il Comune di Corato è capofila dei Comuni di Terlizzi e Ruvo, non si ha ancora alcuna notizia di interventi concreti e coordinati con le diverse istituzioni preposte.


di Vito de Leo, Presidente Centro Studi Politici “A. Moro”

Le cronache giornalistiche che riportano gli interventi degli uomini dell’Arma, della Polizia di Stato, della Polizia Municipale e degli Operatori privati della Sicurezza, non possono rimanere relegate ad una fugace lettura, ma devono creare le condizioni affinché dalla meritoria e indispensabile opera di repressione dell’illegalità si passi a quella della prevenzione da parte delle istituzioni locali (Comune, Scuole, Parrocchie, Società civile, Famiglia,ecc.).
Per comprendere il fenomeno in tutta la sua ampiezza e importanza nella nostra città, è sufficiente scorrere gli articoli di stampa che riportano gli interventi dei Carabinieri, egregiamente guidati dal Comandante di stazione, maresciallo Pietro Zona, sul versante della sicurezza locale: sono più di 500 quelli effettuati nel 2005: 27 sono state le persone segnalate per assunzione di sostanze stupefacenti; 50 gli arrestati per flagranza; 331 le persone denunciate a piede libero.
Ma anche i dati relativi all’attività svolta nello stesso anno dalla Polizia municipale, guidata dal ten. col.Vitantonio Patruno, devono indurre a riflettere sul fenomeno di illegalità diffusa nel Comune di Corato. Notevole risulta il numero delle infrazioni stradali registrate: 4950, che in termini economici, equivalgono a circa 600 mila euro; 148 (di cui oltre la metà con feriti) sono stati gli incidenti stradali in cui sono intervenuti i vigili urbani (con un incremento, rispetto al 2004, di oltre il 30%; 550 gli atti di polizia giudiziaria comprendenti 2 arresti e 16 denunciate a piede libero; 340 le notifiche eseguite per conto dell’autorità giudiziaria.

Un discorso a parte merita il fenomeno ormai dilagante della microcriminalità, delle “baby gang” e del bullismo, che deve indurre le istituzioni politiche, amministrative e sociali ad una profonda riflessione e ad una concreta concertazione degli interventi, se non si vogliono moltiplicare nel tempo le cifre sopracitate. La devianza – è noto – trova origine e definizione all’interno dei processi di strutturazione e di mantenimento della disuguaglianza sociale.
La descrizione di questa realtà è così preoccupante e viva da imporre strategie d’intervento che puntino non solo ad una presenza costante e capillare sul territorio delle forze dell’ordine ma anche a sviluppare un’azione sinergica di prevenzione tra tutte le parti interessate, allo scopo di creare una nuova moralità sociale.
La volontà unificante è la chiave del successo di un qualunque progetto. Occorre una mentalità nuova che coltivi la cultura della legalità. Quello che propongo, insomma, è un investimento intellettuale, finanziario ed operativo capace di creare quelle condizioni di pace sociale e di legittimità che siano in grado di favorire lo sviluppo armonico e responsabile di tutta la comunità.
Sicurezza per lo sviluppo: così potremmo chiamare questo programma. Un programma ambizioso, vasto e complesso, che richiede investimenti, nuove alleanze e collaborazioni, sforzo corale, organizzazione calibrata e comunicazione intelligente. E’ l’unanimità dei consensi e delle adesioni reali che fa nascere e dà forza ad una piattaforma comune contro la criminalità. E’ l’incontro tra le istituzioni e i cittadini che sottrae terreno all’illegalità.
In una città che ha visto negli ultimi tempi un’incredibile escalation della microcriminalità e della violenza e che conta disoccupati di cui molti sono giovani in cerca di prima occupazione, assume notevole rilevanza la questione giovanile e, di conseguenza, l’urgenza di un’ impegno specifico per i giovani da parte delle Ente locale.
Nel bilancio comunale, però, non risulta che siano previsti titoli di spesa specifici per le politiche giovanili, il Consiglio comunale non ha mai dedicato una discussione, magari invitando gli stessi giovani, su questo argomento; ai vari “Accordi di programma” sottoscritti con i competenti organi scolastici locali, distrettuali e provinciali per prevenire nella scuola la dispersione e l’abbandono e per orientare i giovani nelle scelte scolastiche e professionali non sempre hanno fatto seguito interventi concreti e coordinati con le diverse istituzioni preposte; del Piano Sociale di Zona (Legge regionale 328/00), di cui il Comune di Corato è capofila dei Comuni di Terlizzi e Ruvo, non si ha ancora alcuna notizia.
In questo quadro, dove si conferma non solo il tradizionale divario generazionale ma anche il limitato impegno nei confronti dei giovani, che si sentono inascoltati e dimenticati, scarsamente dotati di strutture ricettive e di aggregazione, non c’è da meravigliarsi se preferiscono frequentare, specie nelle ore serali, i paesi limitrofi.
Non mancano solo spazi geografici, soprattutto nei quartieri periferici, nei quali i bambini, i ragazzi, i giovani possano stare insieme e ritrovarsi, ma anche e soprattutto spazi di proposta formativa, luoghi dove attraverso il gioco, abbiano la possibilità di esprimere sentimenti, ansie, idee, luoghi dove ciascuno possa esprimere le proprie potenzialità, conoscere le qualità degli altri, avere possibilità di relazione con le persone ispirate ai valori della tolleranza, dell’amicizia, della non violenza.
In questa prospettiva dovrebbero inserirsi esperienze come ludoteche, laboratori, spazi d’incontro, gruppi di discussione, animazione di strada, colonie diurne, soggiorni estivi.
Su quali dimensioni intendono muoversi gli attuali amministratori, i partiti politici, il volontariato sociale? Non ci è dato conoscere.
In attesa di un riscontro positivo, il Centro Studi Politici “Aldo Moro”, dopo un’ attento esame della situazione dal punto di vista delle politiche giovanili, con spirito meramente costruttivo e collaborativo, oltre alla proposta progettuale di istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi già formalizzata agli Amministratori comunali, sin dal luglio 2005 e che sembra sia in dirittura d’arrivo, essendo stato predisposto il relativo regolamento da parte della Commissione consiliare per gli Affari istituzionali, con la presente intende esprimere alcune riflessioni, che presto potranno tradursi in un vero e proprio progetto di Consulta giovanile, che veda i giovani della nostra città reali protagonisti nell’elaborazione delle politiche che li riguardano direttamente.
Nel frattempo, occorre innanzitutto consolidare le esperienze esistenti, dando ai giovani una più precisa dimensione progettuale che comprenda sempre più un contenuto educativo, alternativo al modello nullistico e criminale. In secondo luogo, studiare percorsi possibili di risposta al problema del lavoro. Si tratterà di creare alleanze opportune con altri soggetti scolastici, sociali ed economici per porre in essere tutte quelle iniziative che già oggi è possibile realizzare e prevedere nel prossimo bilancio di previsione.
Le forze politiche, senza distinzione di colore, attualmente, sembrano più occupate ad individuare i rispettivi candidati alle prossime elezioni amministrative, dimenticando che, senza programmi coerenti con l’ispirazione democratica, forti nei contenuti sociali e convincenti nella proposta politica globale, potranno soltanto gestire l’esistente ma non favorire lo sviluppo di un territorio e la crescita della speranza nelle giovani generazioni.
I problemi dei giovani, del disagio sociale, della tossicodipendenza, della microcriminalità, della prevenzione, dell’educazione alla legalità vanno dunque affrontati e non rimossi, essendo consapevoli che il livello di vivibilità sul territorio non può far carico solo ai professionisti della sicurezza, ma deve impegnare ed occupare tutti.
L’auspicio è che i responsabili amministrativi, opportunamente coadiuvati dai partiti, dalle varie agenzie educative e dal volontariato sociale, facciano propria questa non più procrastinabile esigenza, così da colmare finalmente la carenza di iniziative concrete e durature nella direzione della prevenzione e dell’educazione alla legalità.
Il Centro Studi Politici “A. Moro” sarà lieto di favorire e sostenere la nascita di un forte movimento di opinione, che faccia leva soprattutto sull’ansia di rinnovamento dei giovani, di un comune sentimento capace di aggregare tutte le forze della società civile, per opporsi energicamente all’infiltrazione criminale ed arginare il fenomeno crescente di degenerazione del tessuto sociale e per far nascere nei giovani la fiducia nelle istituzioni e partecipare alla creazione di una società più attenta ai loro bisogni, più giusta e migliore.

[torna indietro]