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| Pagina aggiornata il: 21-12-06 |
| Intervista
a Renato Bucci, consigliere comunale dell'Ulivo "Noi abbiamo in testa un Comune molto più attivo e manageriale, che si faccia coordinatore e promotore di iniziative consortíli, di marketing territoriale, che sia sprone e guida, anche al fine di superare alcuni vizi di localismo e particolarismo che a volte affliggono la nostra comunità" Intervista tratta dal quindicinale Eventi e Commenti, n.5 del 15 Dicembre 2006 "Quali iniziative differenti dalle attuali si potrebbero intraprendere per un futuro migliore della nostra Corato?'
Il progetto della palazzina fu affrontato dalla precedente amministrazione? "Era uno degli obiettivi del centro sinistra. Ma attenzione: non vi era alcuna urgenza. L'Ammínistrazíone Perrone ha 'creato' la necessl'tà "impellente" della palazzina, smobilitando e demolendo la ex sede dei servizi sociali, concedendo a terzi in comodato gratuito i locali della ex scuola media Imbriani e sfrattando i Vígili Urbani dalla sede ex Asipu, il tutto con la massima 'urgenza". C'era un impegno della precedente Amministrazione con il proprietario della palazzina di via S. Elia? "Questa è una falsità pura e semplice. La convenzione con il sig. Cannilio, proprietario della palazzina, prevedeva a favore del Comune il diritto di acquisire i locali In locazione, con prelazione rispetto ad altri enti, non certo con l'obbligo: tutto il contrario di ciò che il centro-destra vuoi far credere. E' una bugia talmente pacchíana che io chiedo: non vi sembra strano che una giunta, per motivare una propria íniziativa, accampi un presupposto falso? I nostri amminístratorí, evidentemente, sono così a corto di argomenti da essere costretti a giocare con carte truccate. Sul punto, sono pronto anche ad un confronto pubblico. Del resto, gli atti sono chiarissimi, ma si specula sul fatto che pochi li conoscono e pochi hanno la pazienza di leggerli". Dove sarebbe opportuno collocare gli uffici pubblici in questione? "Il problema non è l'ublcazione. Andrebbe bene anche la zone 167. Il problema è la volontà politica di reallzzare l'opera". Ritornando alla domanda principale, cosa si potrebbe fare di meglio? "Tantlsslmo: Innanzi tutto Il nuovo PUG (piano urbanistico generale). Siamo in grave ritardo. La glunta Perrone la sta tirando per le lunghe. Ha affossato il documento preliminare già agli atti, ne ha messo in campo uno nuovo, impreciso e generico, e il tutto si trascina nella lentezza più snervante. La situazione edilizia muta di mese in mese e quel progetto, già scarno, è superato. Tutto questo perché il sindaco sa bene che la pianificozíone generale del territorio è un'opera Indispensabile ma 'Indigesta'. Corato dovrà fare i conti innanzitutto con la cronica insufflcenza delle aree destinate a servizi pubblici (asili, scuole, parcheggi, ufflci, musei, biblioteche, spazi ed ambienti per il pubblico spettacolo, ecc.) Si sa bene che ogni metro quadro destinato a servizi pubblici è un metro quadro sottratto al cemento privato: e questo a molti non piace. Quando finaímente il nuovo PUG sarà un punto all'ordine del giorno, ci sarà ben poco da pianificare, e saranno tutti sollevati, tranne le future generazioni. Nel frattempo, chíunque percorra le strade delle nuove lottizzazioni apprezza da solo la 'modernità'dí tali nuovi insedíamenti: strade strette, niente piste cíciabili, servizi carenti, verde inesistente, nessuna cura al risparmio energetico, alla raccolta differenziata condominiale, all'isolamento acustico: è questa la città che stiamo consegnando ai nostri figli. Ogni nuova lottizzazíone rappresenta un piccolo feudo privato. Ci balocchiamo ancora con "strade private ad uso pubblico" che lasciano sempre tanti problemi insoluti. Nel frattempo, l'edilizia economica e popolare, l'edilizia sovvenzionata, sono letteralmente scomparse, e chi voglia acquistare case è costretto a mutui da centomila euro in su. Altro tema: l'Asipu. Sono anni che ci dicono che vogliono trasformare l'azienda in società per azioni. Nel frattempo di progetti concreti neppure l'ombra, mentre già da due anni, senza il rispetto delle poste di bilancio, vengono demandati all'Asipu, caoticamente, servizi 'complementari' erogati con assunzioní a tempo determinato o con l’appalto a terzi. Anche questo significa tirare a campare, scegliendo le vie brevi e facili. Il futuro, anche qui, può attendere. Nel frattempo, i nodi vengono al pettine: già per i mesi di novembre e dicembre 2006 il denaro è finito. Ancora: la Cultura. Le risorse finanziarie vengono destinate a singhiozzo. Faccio un esempio: per il dicembre coratíno i denari sono stati stanziati il 30 novembre. Fino a quella data non si poteva decidere nulla. Tutto questo non accade per caso: In tal modo gli organismi preposti alla programmazione (vedi la consulta per la cultura) vengono esautorati, e gli eventi, i 'grandi eventi! vengono decisi soltanto da chi, come il Sindaco, sa già in anteprima quali e quanti euro saranno resi disponibili. Siamo esattamente agli antipodi di quella che, per noi, è una seria politica culturale, che parta da chiari budgets e si svolga attraverso il coínvolgimento il più esteso e intenso possibile delle realtà locali. Ultima, ma non ultima: l'economia. Qui meglio stendere un velo pietoso. Prendiamo atto che l'Assessore Nocca è rassegnato a gestire pochi euro per partecipare a qualche fíera, e ritiene che non vi sia altro da fare. Noi abbiamo in testa un Comune molto più attivo e manageriale, che si faccia coordinatore e promotore di iniziative consortíli, di marketing territoriale, che sia sprone e guida, anche al fine di superare alcuni vizi di localismo e particolarismo che a volte affliggono la nostra comunità. |