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Pagina aggiornata il:  26-11-06

Piccoli interventi sparsi invece di seri progetti a lungo termine. Carenze in ambito culturale ed urbanistico
Le carenze dell'amministrazione di destra e le proposte del consigliere comunale De Lillo
"Alcune nostre proposte applicate dalla maggioranza"


Riportiamo qui di seguito il testo dell’intervista rilasciata al periodico coratino “Eventi & Commenti”, nella edizione di Novembre, da Giacomo De Lillo Capogruppo S.D.I. in Consiglio Comunale.

D. Quali iniziative differenti dalle attuali si potrebbero intraprendere per un futuro migliore della nostra Corato?

R. Credo di poter rispondere alla domanda, evidenziando le carenze che rilevo nell’attività della Giunta e della maggioranza di centrodestra della città.

Non confondiamo, intanto, il pragmatismo con la progettualità.

E’ bene che si ristrutturino le strade (ma non solo quelle principali); è bene che si recuperi il Teatro Comunale, il vecchio carcere “Mandamentale”, la vecchia sede del Liceo. Sarebbe opportuno, come già previsto nel Piano triennale delle opere pubbliche dell’Amministrazione “Fiore”, realizzare un cavalcavia pedonale sulla S.P. 231 tra la confluenza della Via Sant’Elia sulla complanare Est e la complanare Ovest; sarebbe utile ampliare le corsie laterali del Viale che porta al Cimitero, per ragioni di evidenza solare; è giusto che si risponda alla necessità, da noi socialisti evidenziata da molti lustri, di completare il terzo anello viario intorno alla città; è motivo di vera soddisfazione registrare oggi l’adesione di tutte le forze politiche alla proposta, da noi socialisti presentata nell’ultimo programma elettorale, di richiedere alla Provincia di Bari il finanziamento, peraltro recentemente promesso dal suo Presidente, di un progetto per la costruzione di un Polivalente che possa “ospitare” gli studenti di Scuola Media superiore in una sorta di cittadella degli studi dotata di servizi ed impianti comuni per le attività scolastiche, ludico-sportive, sociali e culturali.

Tutto questo va bene, ma appartiene al pragmatismo amministrativo. Ciò che, a mio sommesso giudizio, manca nel Governo cittadino è la tensione politica, una cultura di fondo della funzione dell’Ente Locale che, per essere titolare della generalità delle competenze amministrative, dovrebbe puntare ad obiettivi di evoluzione armonica delle condizioni di vita nella città.

C’è, ed è evidente, un affievolimento del livello di maturità civica, dei costumi e della coesione sociale. Pochi esempi: quanti automobilisti usano la cintura di sicurezza? Quanti rispettano il divieto di fermata o di sosta? Quanti motociclisti indossano il casco? Quanti cittadini si servono dei cestini per la raccolta della carta posti sulle strade a più elevato traffico pedonale? Ed ancora: siamo certi che l’incremento esponenziale di manifestazioni pubbliche religiose risponda ad una vera esigenza di natura spirituale e non, invece, in molti casi, a ragioni di proselitismo concorrenziale tra parrocchie, quando non addirittura ad intenti elettoralistici di questo o quell’altro esponente dell’Amministrazione comunale?

- Consigliere, Lei sta illustrando quelle che ritiene siano le carenze di questa Amministrazione, ma vuol dirci cosa propone?

- Guardi, intanto io e il mio Partito di proposte per una crescita complessiva e per una funzione di prestigio della Città ne abbiamo fatte fin troppe e, per fortuna, rilevo che, a distanza di anni, qualcuna si realizza. Ma, quando denuncio negatività, indico implicitamente, attraverso il superamento delle stesse, la strada dello sviluppo. Tuttavia non mi sottraggo ad offrire qualche altra utile indicazione, affidando alla Sua penna la sintesi necessaria.

C’è, a Corato, una domanda sostenuta di verde pubblico e privato, di servizi, di assetti viari, di vivibilità ambientale, di salubrità, di recupero di quartieri degradati, di solidarietà, di cultura, di sostegno allo sviluppo economico ed occupazionale: una domanda che non trova risposte adeguate nell’attività amministrativa della maggioranza.

- Ma il nuovo PUG non potrebbe offrire qualche risoluzione ai problemi evidenziati?

- Certo, un Piano Urbanistico Generale, che si ponga qualcuno di quegli obiettivi e non quello di favorire rendite fondiarie di posizione o di incentrare lo sviluppo sull’edilizia abitativa privata, può diventare uno strumento formidabile nelle mani degli Amministratori, perché può consentire di programmare interventi integrati sul territorio, attraverso i quali combinare edilizia residenziale pubblica e privata, edilizia commerciale e spazi per i servizi, il verde ed il tempo libero.

- Ha fatto riferimento alla cultura. Cos’ha da dire in merito?

- Molto brevemente: non si possono disperdere risorse in una pluralità di manifestazioni effimere che vedono i cittadini spettatori e non protagonisti di iniziative tese a riscoprire il filo della nostra storia e della nostra cultura.

A Corato abbiamo la Consulta della cultura, associazioni culturali, circoli, gruppi teatrali, eventi di richiamo, uomini di cultura che sono una risorsa decisiva per arricchire il quadro della produzione culturale cittadina. Il Comune deve sollecitare il dinamismo culturale, deve realizzare la cornice di quel quadro e dare la tavolozza dei colori nelle mani del tessuto sociale della città.

- Quali proposte per il settore dell’economia locale?

- Anche qui occorre creare un sistema in cui qualità della vita, qualità dei servizi, tutela dell’ambiente, immagine della città, clima sociale sappiano concorrere ad arricchire di contenuti un progetto di marketing territoriale che renderebbe attrattivo il territorio per nuovi investimenti, rilancerebbe il ricco tessuto produttivo ed esalterebbe, attraverso tecniche innovative di promozione commerciale, le qualità dei prodotti tipici locali che sono emanazione delle nostre professionalità e della nostra storia e non solo espressione di un processo tecnologico.

- Per finire, ha saputo di quella donna che ha rischiato di perdere la vita per un incendio provocato da una candela?

- Certo! E basterebbe questo per “bocciare” un’Amministrazione. Altro che Teatro da 12 miliardi di vecchie lire! Altro che cuscini e panettoni! Altro che Nec, Ron, Arbore e compagnia…cantando!

Ho denunciato più volte, in Consiglio Comunale, i casi di cittadini che attingono dai rifiuti gli alimenti per sostentarsi, di anziani soli in condizioni di assoluta indigenza. Ho proposto più volte che, almeno agli anziani soli, fosse fornito un apparecchio telefonico attraverso il quale poterli contattare per avere notizie sullo stato di salute e per poterli mettere in guardia contro eventuali esalazioni di gas e di anidride carbonica. E suggerivo di esperire un’indagine capillare per scoprire eventuali stati di disagio, di emarginazione e di solitudine coperti da un malinteso senso di riservatezza e di dignità personale. Devo, malinconicamente e dolorosamente, constatare che non è stato fatto. Avrebbero scoperto che c’è gente che vive (?) senza energia elettrica, senza gas di città, senza riscaldamento e forse senz’acqua. Né pane. Altro che Welfare locale!

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