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Non
si riuscivano a mettere in atto anche i più semplici dettami di
statuto perchè l'Amministrazione non partecipava di DS Corato Pochi giorni fa si è costituita la Consulta per la cultura. Assente ovviamente il Sindaco (nonchè assessore alla cultura), "lì non si prendono voti" ama dire lui. Pochi i partecipanti ed il discorso introduttivo del consigliere delegato Aloisio è stato tutto un programma: iniziate a fare, presentate le vostre proposte e poi vedremo. Si è alzato e se ne è andato, aveva da fare. Il 20 Luglio si è dimessa la Consulta per lo sviluppo economico,
riunita in sala consiliare per discutere vari ed interessanti punti all'ordine
del giorno. Dopo gli altisonanti proclami di nove mesi fa (conserviamo
ancora gli articoli che ne annunciano la nascita), l'amministrazione ha
lasciato cadere in rovina questo importantissimo organo ufficiale del
funzionamento democratico della città: un gruppo di cittadini ,
rappresentanti o non di sigle, che si riunisce e lavora a fianco della
giunta, valutando, proponendo, mediando tra le diverse categorie in base
ad uno statuto. Ma probabilmente questo non è bastato a non intimorire alcuni "patron" del palazzo che hanno praticamente snobbato per tutto il tempo le attività della consulta. Forse la nostra lettura dei fatti non è realistica, ma non ne sappiamo dare altre. I fatti sono semplici: non si è saputo sfruttare l'impegno che la Consulta metteva a disposizione. Si potevano richiedere studi statistici sulla realtà socioeconomica di Corato, proposte sul programma dell'assessore al ramo, rapporti con le sigle aderenti, ecc. Nulla di ciò è stato fatto. E' da tempo che da questo sito gridiamo al pericolo di un crollo economico di Corato, dovuto al trasferimento in altre città di molte aziende locali e all'assenza di un piano economico e urbanistico serio. Questo in aggiunta ai noti "crack" che l'amministrazione sembra non aver interesse a valutare e tamponare. L'ordine del giorno dell'ultima riunione prevedeva, tra gli altri punti,
la valutazione dei lavori del convegno sul Parco dell'Alta Murgia. "E
chi se ne frega", avranno detto al Palazzo. Una cosa univa la consulta economica con quella della cultura: l'ottimismo iniziale. Si spera che quella della cultura lo mantenga ed abbia vita maggiore e migliore. Scarica il dichiarazione che ha accompagnato le dimissioni del presidente della consulta VERBALE DELL'ULTIMA SEDUTA:
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