Crollo di via Alemanni: non crediamo all'errore umano
Trascurata fino ad ora, come probabile causa, il decennale
problema del dissesto idrogeologico
di DS Corato Le
indagini sul crollo di via Alemanni si stanno orientando sul versante
più ovvio e scontato dei "difetti strutturali" riversando
così tutta la responsabilità su tecnici e costruttori.
Lo stesso indirizzo è stato assunto dalla stampa locale che non
ha speso una parola su altre possibili ipotesi.
Non è possibile ignorare che da sempre a Corato si sono verificati
allagamenti di scantinati, sprofondamenti di tratti stradali e crolli
totali o parziali di fabbricati!
Per far fronte a tale situazione, dopo la trivellazione di 90 pozzi assorbenti
nel 1920 e la realizzazione di altre opere nel 1955 che portarono benefici
temporanei, nulla più è stato fatto ma il problema è
rimasto e si ripresenta in modi disastrosi ogni qual volta si verificano
nubifragi che ormai non sono più eventi eccezionali.
Studi seri e approfonditi degli ing. Cherubini, Romanazzi, Canali e della
SO.GEO hanno attribuito al rigurgito l'unica vera causa dell'innalzamento
della falda.
"Rigurgito connesso alla costruzione di nuovi fabbricati che interessando
con le fondazioni tutto lo strato acquifero comportano un innalzamento
della falda".
Varie ed unanimi sono state le soluzioni avanzate tra cui:
"opportune prescrizioni per le nuove costruzioni in modo da imporre
dei limiti di profondità per i vari sotterranei".
In particolare va ricordato che l'ing. Romanazzi nel '90 elaborò
un progetto integrato per la salvaguardia dell'abitato e per la cui attuazione
i senatori Pasquale Lops e Attilio Busseti presentarono un disegno di
legge.
Se l'ipotesi rigurgito fosse attendibile, a Corato ci potrebbero essere
altre vie Alemanni, pertanto è bene prevenire, consultare tutti
i tecnici che all'epoca hanno affrontato il problema ed indagare in tutte
le direzioni per evitare, come al solito, di risolvere il tutto sbattendo
il mostro in prima pagina.
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