Scivolone
nella maggioranza
Un assessore e due consiglieri dell'UDC si dichiarano indipendenti
Beghe interne al partito o problemi con l'amministrazione?
di DS Corato
La celebre capacità dell'attuale Sindaco di Corato di attirare
simpatie e consensi non è stata sufficiente a tener stretta la
sua "costruzione". Questa mattina, con una lettera firmata,
si sono dichiarati indipendenti i Consiglieri Comunali Gabriele Diaferia
e Marcello Simone che fino a ieri militavano nell'UDC. Certo
questa non si può definire notizia straordinaria visto che era
nell'aria da parecchi giorni ( i mass media locali non osano mai anticipare
nulla), ma sarebbe interesante comprenderne le ragioni. Nella lettera
si legge: "I sottoscritti Consiglieri Comunali Diaferia Gabriele
e Simone Marcello, eletti nella lista dell'Udc di Corato, pur riconoscendosi
negli ideali di un partito moderato e di centro, stigmatizzano la politica
demagogica e verticistica della segreteria comunale, sorda ad ogni apertura
democratica e assolutistica nelle decisioni prese senza consultare chi
ha ricevuto il mandato popolare. Vista, altresì, la chiusura politica
anche della nuova segreteria provinciale, ancora più sorda a richieste
di confronto, i sottoscritti si dichiarano indipendenti e lasciano il
gruppo dell'Udc di Corato".
Come se non bastasse, dal Sindaco viene revocata la nomina
di Assessore all'ambiente a Cataldo Tarricone, anch'egli eletto nell'UDC
nell'ormai lontano 2003. Ci sarà un rimpasto?
Chi sarà il nuovo assessore? Di quale partito? Verrà
sbloccata la situazione di Alleanza Nazionale? Domande lecite
che bisogna porsi perchè stiamo parlando dell'amministrazione di
un bene pubblico.
Verrebbe da dire che i problemi sono interni alla sezione coratina del
partito di Cesa e Follini: decisioni non collegiali, dictat provenienti
dai vertici e non condivisi da tutti i consiglieri. E siccome questi ultimi
sono portavoce di cittadini o iscritti ai partiti stessi (la "base"
in gergo partitico), si può ipotizzare una vera e propria creazione
di correnti interne, se non una scissione: da una parte il dott. Pasquale
Tarantini, attuale Presidente del Consiglio Comunale, da anni leader del
partito di centro, pluricandidato alle ultime tornate elettorali e attualmente
in ottima sintonia con Luigi Perrone, dall'altra i nomi degli odierni
fuoriusciti (o estromessi, è da vedere). L'appoggio all'attuale
amministrazione molto probabilmente non subirà scossoni, oppure
si avrà qualche assenza in più alle sedute di Consiglio
Comunale. Certo è che, nonostante l'ingresso in Forza Italia del
"libero" Maino (avremmo scommesso una grossa cifra sul suo ingresso
nel partito del Sindaco), la maggioranza non è più quella
poderosa macchina da guerra del dopo elezioni. I 20+1 consiglieri sono
rimasti in 16+1: Bucci e Mazzilli di Alleanza Nazionale furono i primi
ad uscire dopo pochi mesi, oggi i due centristi, abbiamo tolto anche Francesco
Tota che ha fatto mancare il suo appoggio in momenti importanti come l'approvazione
dei diversi Bilanci e abbiamo aggiunto Maino entrato in maggioranza in
extremis (la tempistica non è del tutto casuale). Il numero è
troppo basso per assicurare stabilità e buon governo alla Città
di Corato. Sono in arrivo alcuni punti di discussione in cui servirà
il voto favorevole di 2/3 del Consiglio Comunale.
Non vogliamo chiamarlo declino o fallimento, per noi è una presa
d'atto: c'è qualcuno che mantiene le spalle diritte e questo fa
onore alle persone in questione ed ai rispettivi partiti. La prepotenza
è una delle peggiori caratteristiche dell'animo umano, ancor più
dannosa se usata per amministrare un bene pubblico.
L'appuntamento importante delle elezioni politiche di Aprile scioglierà
tutti i dubbi: i pugliesi per ben due volte di seguito hanno bocciato
il centrodestra ed i segnali perchè la cosa si ripeta sono molto
forti, ora anche a Corato.
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