inviaci una email
[Torna all'homepage]                  [Stampa questo articolo]                  [Invia ad un amico]
Pagina aggiornata il:  10 novembre 2006


I disabili non sono trascurati? Parliamo dei loro diritti.
Alla richiesta avanzata dai DS qualche giorno fa' attraverso le pagine della Gazzetta del Mezzogiorno di istituire la Consulta per l'handicap aveva risposto l'assessore ai servizi sociali del Comune di Cocrato etichettando l'idea come "inutile e difficile da realizzare".


di Vincenzo Biancolillo, Associazione di Tutela, Coordinamento tra Genitori di Diversamente Abili, Corato

“Solo gli stupidi non cambiano opinione” è un detto popolare caro all’assessore Cifarelli e che spesso enuncia all’interno dei suoi pubblici interventi: ne sono assolutamente convinto anch’io.
Dopo aver letto l’articolo pubblicato questo mercoledì 8 novembre sulla Gazzetta del Nordbarese, inserto della Gazzetta del Mezzogiorno, nella pagina dedicata alla cronaca di Corato dal titolo “I disabili non sono trascurati – Per l’assessore Cifarelli la consulta per l’handicap non è necessaria” a firma dell’ottimo Gianpaolo Balsamo, la tentazione a ricredermi sull’intelligenza dell’assessore Cifarelli è stata forte.
E sì che l’Assessore ha avuto tutto il tempo, dal lontano 12 aprile scorso giorno del convegno su “La disabilità a Corato nel 2005. Interventi e servizi tra Istituzioni Pubbliche, Imprese Private e Terzo Settore.”, per informarsi sulla differenza tra le funzioni della Commissione consiliare e le funzioni della Consulta comunale.
Già in quella occasione l’assessore Cifarelli ebbe modo di affermare che la Commissione consiliare “Sanità, Pari opportunità, Servizi sociali” supplisce egregiamente alla Consulta Comunale Permanente del Comune di Corato per i Diritti della Persona Disabile: è proprio questa la denominazione che le Associazioni e le Cooperative sociali di Corato e rivolte all’area della disabilità hanno dato all’organismo comunale richiesto con lettera firmata e protocollata sin dal lontano 22 novembre 2005.
A quanto pare i dissensi, più che fondati conoscendo le competenze delle Commissioni consiliari e quelle delle Consulte comunali, espressi in quella occasione non hanno fatto cambiare opinione all’Assessore, anzi, rilancia affermando che una Consulta è “per il momento impensabile oltre che burocraticamente complicato”: mi chiedo quando sarebbe il momento e perché burocraticamente complicato.
All’Assessore vorrei evidenziare che se le Commissioni consiliari supplissero alle Consulte comunali, non ci sarebbe nessuna logica nella Consulta comunale della Cultura dello Sport del Volontariato e della Solidarietà sociale delle Attività produttive, Consulte comunali già istituite ed operative.
La Consulta Comunale Permanente del Comune di Corato per i Diritti della Persona Disabile, l’istituzione della quale, ricordo, è stata richiesta quasi un anno fa, deve rivolgere la propria attenzione alla TUTELA dei diritti del Disabile e, quindi, deve costituire per l’Amministrazione Comunale di Corato organo primario di consultazione e di promozione per il pieno inserimento della Persona Disabile nella vita sociale e lavorativa integrandola nel tessuto comunitario di questa Città.
Compito della Consulta sarà il formulare pareri, osservazioni e proposte, nonché promuovere iniziative, per quanto di competenza, sulla normativa comunale in materia di servizi sociali, con particolare riferimento alla redazione di progetti di promozione per: la tutela dei diritti; le attività socio-educative; l'inserimento lavorativo; l’attività domiciliare e di supporto ai nuclei familiari e non con persona disabile grave; l’abbattimento di barriere architettoniche, culturali e della comunicazione; la mobilità; l’attività sportiva e ricreativa e di gestione del tempo libero; qualsiasi attività che possa migliorare la qualità della vita della persona disabile.
E l’elenco di cui sopra è appena indicativo.
I soggiorni estivi e le serate danzanti sono la minima parte delle iniziative di cui si farebbe carico la Consulta: rendiamoci quindi conto di quanto, ancora prima e di più importante dei soggiorni estivi e delle serate danzanti, la Consulta si farebbe carico.
La Consulta, poiché composta dai rappresentanti di tutte quelle Organizzazioni del Terzo Settore che abbiano fra i propri compiti, espresso in maniera esplicita dal loro Statuto, la tutela degli interessi delle persone disabili presenti nel Comune di Corato, pur espletando la propria attività in ordine a molteplici problematiche, e regolarmente iscritte all’Albo Comunale delle Libere Forme Associative e delle Cooperative Sociali _Sezione Sociale e Socio-Sanitaria_ del Comune di Corato, andrebbe a scalfire la sovranità decisionale dell’Amministrazione comunale ed il famigerato DAD, decidi-annuncia-difendi, simbolo della sovranità decisionale, sarebbe in pericolo.
Un esempio di quello che avrebbe potuto fare la Consulta Comunale Permanente del Comune di Corato per i Diritti della Persona Disabile è presto detto.
Questa estate ci sono stati una serie di progetti, tra loro disarticolati, rivolti alla persona disabile realizzati sia dall’Amministrazione comunale che dalle singole Organizzazioni del Terzo Settore, Associazioni e Cooperative sociali; nonostante ci siano stati suggerimenti, partiti dall’Associazione che rappresento, in merito al coordinamento di tutte le iniziative intraprese in modo da offrire o a parità di numero di fruitori un minor costo complessivo o a parità di costo complessivo un maggior numero di fruitori, il principio delle economie di scala docet, l’Ufficio dei Servizi sociali ha respinto al mittente il suggerimento dicendo che è meglio che ognuno faccia per sé: la Consulta, proprio perché costituita dai rappresentanti di tutte quelle Organizzazioni del Terzo Settore, presenti nel Comune di Corato, che tutelano gli interessi delle persone disabili avrebbe, di fatto, coordinato tutte le iniziative ottenendo, così, o un minor costo complessivo a parità di numero di fruitori o un maggior numero di fruitori a parità di costo complessivo.
E questo solo un esempio rimanendo nell’area socio-ludico-ricreativa: si immagini, dunque, cos’altro si potrebbe realizzare in seno alla Consulta in tema di tutela dei diritti, inserimento lavorativo, e di quant’altro già enunciato, che possa migliorare la qualità della vita della persona disabile.
Nutro la speranza che quanto affermato dall’assessore Cifarelli nell’articolo in oggetto non sia dettato da logiche di partito: l’arte del partitismo, cioè la tendenza a risolvere i problemi nell’ambito di un partito, è dannosa per tutti i cittadini, non solo per chi è in condizioni di bisogno; si adotti, invece, l’arte del politicismo, cioè l’azione di sensibilizzare il politico, inteso quale Sindaco, Assessori e Consiglieri, rendendolo consapevole degli aspetti della questione, in questo caso la disabilità.
Sono più che certo che i componenti della Commissione consiliare “Sanità, Pari opportunità, Servizi sociali” non sentiranno prevaricato il loro Organismo dalla Consulta Comunale Permanente del Comune di Corato per i Diritti della Persona Disabile, anzi, avendo l’onore di conoscerli quasi tutti, sono convinto che la Consulta comunale sarà da loro ritenuta un valore aggiunto alla Commissione consiliare piuttosto che un suo duplicato o surrogato.
Termino esprimendo l’augurio che l’otre di Eolo, ormai aperto, venga al più presto richiuso: non farebbe bene a nessuno ricalarsi nel clima turbolento che ha sferzato tutto lo scorso anno.
Corato, non avendo nulla di meno in tema di democraticità e di sensibilità rispetto a tutti quei Comuni dove la Consulta Comunale per i Diritti della Persona Disabile è già una realtà, dovrà dotarsi al più presto di questo Organismo: si eviti di assumere inutili prese di posizione sapendo che le stesse sono dannose alla persona disabile.


 

[torna indietro]